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Una settimana di fine estate trascorsa in Versilia.
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D'improvviso, dopo anni, mi si presentava l'occasione di ritornare in quei luoghi dell'infanzia di mia madre, che non diventarono mai miei. Quella Versilia che io, nata e vissuta a Roma e abituata alla tranquillità di Sabaudia, un po' temevo per l'immagine di mondanità sfrenata che non sentivo mia.
Detto, fatto.
E' grazie ai consigli di un paio di amici che, nonstante il breve preavviso, riesco a trovare posto in un hotel a Marina di Pietrasanta. Prezzo adeguato, posizione che sembra baricentrica. Martedì mattina, mentre sulla Capitale inizia una pioggerellina fastidiosa, carico la valigia in macchina e parto. Un misto di ansia per la vacanza in solitaria non programmata, lascia spazio ad una atmosfera che sa di mare di ombrelloni di canzonette "con le pinne, fucile ed occhiali...". Arrivo a Marina di Pietrasanta sotto un sole splendente, l'hotel non è nel centro di Marina di Pietrasanta, bensi in una frazione che comunque resta sul litorale, proprio a 100 metri dal mare, in una posizione facile da raggiungere. Caratterizzato da una composta architettura "international style" e circondato dal verde dei pini marittimi, l'Hotel è dotato di ogni comfort e il servizio da subito si presenta come di buona qualità. Dopo un momento di ambientamento decido, approfittando dell'apparente quiete, di avventurarmi sul lungomare dove un caldo sole regala a questo prolungamento d'estate, una splendida temperatura. Il litorale della Versilia è qui davanti a me, nella sua straordinaria texture di ombrelloni allineati, pattini affiancati, un ordine e pulizia che non immaginavo, abituata a pensarla con lo stereotipo della classica spiaggia chiassosa. Piacevolmente impressionata e tranquillizzata da questa nuova situazione decido di immergermi al cento per cento in questo ambiente e mi riprometto di visitare quanto prima tutte le località più famose. Mentre inizialmente intendevo recarmi a Forte dei Marmi alla prima occasione, spinta da una pubblicazione presa in albergo, mi decido di visitare Pietrasanta. Sicuramente offuscata dalla celebrità della sua Marina, Pietrasanta si presenta come una alternativa al turismo strettamente balneare, proponendosi come città d'arte e d'artisti. Questa è anche la "seconda patria" per il famoso artista Ferdinando Botero che, proprio nella locale chiesa di S.Antonio, ha anche realizzato due grandi affreschi: "la porta del paradiso" e "la porta dell'inferno". Ma tutta la città è in realtà un vero laboratorio d'arte, la piazza del duomo è spesso teatro di mostre d'arte e per le viuzze del centro s'incontrano laboratori artigianali dove abilissimi scultori si sfidano idealmente a colpi di scalpello. Qua il marmo è di casa, la tradizione incominciata da Michelangelo nel '500 ha attraversato i secoli per giungerci immutata grazie alla passione di artisti che oggi come imprimono con sapienza l'archetipo della bellezza nel minerale bianco e scintillante. E grazie all'oculatezza dell'Amministrazione locale, sono giunti a noi anche gli splendidi edifici, gran parte proprio del '500, che punteggiano l'abitato. In linea con il gusto raffinato, anche i ristoranti e le enoteche che propongono una elegante reinterpretazione dei sapori di queste zone, dai vini corposi della Toscana ai salumi sopraffini, le zuppe di legumi accompagnate dallo straordinario fruttato dell'olio di questa parti. Una cena a base di funghi prelude all'autunno che anche se sembra incredibile, qua dove il sole splende ancora caldo, si stà presentando alla porta. Conclude la visita una gita a Capriglia, località alle spalle di Pietrasanta dalla quale è possibile godere di un panorama mozzafiato su tutta la Versilia. Una vista aerea che immediatamente rende l'idea di come questa striscia di terra sia racchiusa tra il mare e i monti. Pietrasanta sarà la meta delle mie serate all'insegna di una ospitalità affabile e mai chiassosa, composta e verace nella sua vena di tradizionalità che emerge dallo spirito della gente di qua, dai soprannomi con i quali i vecchi si chiamano per una partita a carte e, dai sapori di questa cucina. E se alcuni ristoranti stanno cedendo alla spinta del turismo perdendo parte del loro fascino, basta recarsi appena fuori dal centro per ritrovare nelle numerose frazioni, le locande di un tempo. Durante il mio peregrinare visito la casa natale di Giosuè Carducci che trovo immersa nel verde degli olivi e, poco distante l'affascinante chiesa medioevale dei Ss. Giovanni e Felicita. Poco distante da Pietrasanta, visito la Versiliana, la splendida villa immersa nel parco che ospitò il D'Annunzio il quale, proprio qui, fu il primo promotore del famoso cafè e del Teatro all'aperto che oggi si materializza nel famosissimo Festival della Versiliana. Domani mi aspetta "Forte", luogo simbolo di quella Versilia che solo qualche giorno addietro mi spaventava e oggi mi attira con il suo savoir faire turistico fatto di eleganti dehor, ma anche di allegri baretti fra gli ombrelloni, di interminabili spiagge e spider parcheggiate sul lungomare*. Così, mentre percorro questo sottile istmo di asfalto che separa la soffice spiaggia dalle villette immerse nella penombra delle pinete, mi sento a disagio chiusa nell'abitacolo della mia macchina e rinuncio all'aria condizionata per godermi l'aria mattutina frizzante di mare. Forte dei Marmi, o "Forte" come dicono gli habitué, è esattamente quello che ci si aspetta dalla mitica località che ha ospitato personaggi come Thomas Mann, Gabriele D'Annunzio o Eleonora Duse. Qui il turismo di massa è oggettivamente filtrato dall'alto costo della vita, me ne accorgo mentre faccio colazione dolcemente rilassata al tavolino di un grazioso cafè osservando i negozi recanti le firme più prestigiose dell'alta moda italiana, irrinunciabile meta per i turisti stranieri che sciamano incantati per le stradine ammirando la bellezza e compostezza di questa cittadina che ha saputo trasformarsi da centro portuale a straordinaria risorsa economica per la Versilia. Non resisto alla tentazione e mi addentro per le vie: Piazza Garibaldi, via Roma, via Mazzini, qua sono allineate le boutiques più chic di Forte dei Marmi. Una vera tentazione questo shopping, un rituale moderno che ben si coniuga con il mercatino che in queste vie anima Piazza Marconi. Un mercatino tutto particolare e che ogni mercoledì propone le più prestigiose firme per uno shopping alternativ-chic. Oggi è domenica, niente bancarelle chic, ma Forte non tradisce e, giunta in Piazza Dante, scopro un bellissimo mercatino di antiquariato dove mi intrattengo per il pomeriggio. La serata richiederebbe, secondo i rituali del luogo, aperitivo in qualche mitico locale, Capannina o Almarosa solo per citarne un paio, cena a tarda ora e serata in discoteca, con relativa colazione l'indomani all'albeggiare da Anacleto. Per mia inclinazione scelgo una serata più tranquilla e, opto per una cena all'aperto in uno dei tanti ristoranti che propongono piatti a base di pesce ed una ambientazione più soft. Il bello della Versilia è proprio questo: permette ad ognuno di vivere al meglio secondo il proprio stile di vita. Domani mattina partenza.
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Mappa:
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Comune FORTE DEI MARMI
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