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La Versilia è ricca di vestigia storiche, testimonianze di un medioevo di fervente sviluppo artistico.
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Allegati:
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Località toccate:
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Stazzema, Pietrasanta, Vallecchia, Valdicastello Carducci, Camaiore, Gualdo, Pieve a Elici, Massarosa
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Autore:
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testi di Massimo, foto archivio APT Versilia
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| Tipologia itinerario: |
in auto e in moto |
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| Fondo stradale: |
Strada asfaltata |
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| Tempo di percorrenza (hh:mm): |
5:00 |
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| Punti di appoggio: |
Nel sito è possibile visualizzare le strutture ricettive e i ristoranti della Versilia. Gli uffici turistici sono a disposizione per ulteriori informazioni
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| Periodo consigliato: |
tutto l'anno |
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| Note: |
Si raggiunge Stazzema percorrendo la strada provinciale, passando da Seravezza.
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| Uffici informazioni: |
APT Versilia ufficio informazioni turistiche tel. 0584 962233 fax 0584 47336 viareggio@aptversilia.it info@aptversilia.it www.aptversilia.it
nel sito è possibile reperire i suggerimenti e i numeri utili per l'approfondimento delle notizie indicate nell'itinerario
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Descrizione:
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Il nostro Itinerario parte da Stazzema, cittadina di rilevante importanza alle falde delle Apuane. Impressa nella memoria collettiva per i suoi martiri caduti durante la guerra, ospita numerose vestigia storiche fra le quali la chiesa risalente al 1100 dedicata a Santa Maria Assunta che incontriamo subito all'inizio del centro abitato. La chiesa, originariamente ad una sola navata, venne poi ampliata con le due navate laterali nel '400, le partizioni interne demolite e sostituite da due colonnati marmorei. Ripartiamo in direzione di Pietrasanta, dopo aver superato il centro abitato di Seravezza, ci teniamo sulla destra e seguiamo le indicazioni per Vallecchia - Pietrasanta lungo il corso dell'Aurelia. Qui incontriamo la Pieve di Santo Stefano a Vallecchia. La pieve, iniziata nel XII secolo e rimaneggiata a più riprese, conserva l'impianto iniziale a tre navate divise da pilastri e due colonne con capitelli fitomorfi di origine romanica e plinti con raffigurazioni zoomorfe. L'interno è riccamente abbellito con gruppi marmorei e affreschi risalenti al'600 ed eseguiti da maestranze toscane. Proseguiamo lungo l'Aurelia fino a giungere a Pietrasanta, dove visitamo nella piazza grande, la Chiesa di Sant'Agostino che costituisce uno dei principali edifici gotici del territorio di Lucca. La chiesa, perfettamente conservata nel suo impianto trecentesco, a navata unica e con la caratteristica facciata ornata da arcate a tutta altezza, fa parte dell'omonimo complesso agostiniano fondato nel XIV secolo durante il periodo di massimo sviluppo della Cittadina. Sempre nell'abitato di Pietrasanta, visitiamo San Martino, il Duomo. La chiesa, originariamente costruita intorno alla metà del XIII secolo, venne riedificata sotto il governo di Castruccio Castracani ma la ricostruzione si protrasse nei secoli: Se la bella facciata tripartita è databile certamente del 1330, appartengono al '400-'500 la gran parte delle strutture. La cupola ottagonale venne completata nel 1453 e rimaneggiata nei primi decenni del '600. Risaliamo in auto e, percorriamo la via Garibaldi in direzione di Lucca - Camaiore. Giunti al limitare dell'edificato di Pietrasanta, abbandoniamo la strada statale per la via Valdicastello Carducci, la strada si diparte con un incrocio alla nostra sinistra con indicazione per Valdicastello Carducci. Giunti nell'abitato di Valdicastello, Possiamo visitare la Pieve dedicata ai Santi Giovanni e Felicita. La pieve, che sorge isolata rispetto all'abitato, la si incontra prima di giungere alle prime case, lungo l'antico tracciato medioevale, su un poggio fra gli olivi. Si tratta della pieve più antica dell'intero comprensorio della Versilia e conserva nel nel paramento murario tracce di tutti gli interventi che si sono succeduti nei secoli, in particolare, durante il periodo gotico, quando la facciata principale venne arricchita con un rosone. L'austero interno, cela a pavimento diverse tombe cinquecentesche. Meritano una attenta osservazione, sia la sinopia presente nella navata di sinistra che testimonia la decorazione di stile preromanico, sia gli affreschi riconducibili al tardo trecento, che ornano parte dell'abside e del tabernacolo che troviamo alla destra dell'entrata. Alla sinistra dell'ingresso, un sarcofago marmoreo con decorazione antropomorfa. Abbandonato l'abitato di Valdicastello, ritorniamo sulla statale Sarzanese che da Pietrasanta conduce a Lucca e ci dirigiamo verso Camaiore dove, in Piazza S.Bernardino, possiamo osservare la Collegiata di S.Maria Assunta. L'impianto, a croce latina, risale al XII secolo e l'elemento più antico risulta essere il campanile, edificato nei primi anni dello stesso secolo, al quale l'austera facciata, appena ingentilita dal rosone. sembra appoggiarsi. Una serie di rimaneggiamenti successivi, dalla metà del 1400 fino alla fine del 1500, nonchè il terremoto del 1536, portarono all'aspetto attuale sconvolgendo parzialmente l'assetto iniziale. Esternamente all'abitato di Camaiore, sull'antico percorso della via Francigena, incontriamo la Badia di San Pietro, unico elemento superstite dell'antico monastero benedettino costruito attorno al 760, del quale possiamo ancora vedere la porta che oggi costituisce l'accesso al sagrato. La struttura della chiesa che possiamo osservare ha però origini più recenti. Rifondata nel XII secolo, è stata rimaneggiata a seguito di terremoti ed in riprese successive, tra il 1856 ed il 1902 fino alla completa ricostruzione della torre campanaria, del timpano e di alcuni elementi di facciata. All'interno, da notare il tabernacolo e l'acquasantiera. Da Camaiore, procediamo sulla SP.1 in direzione Pieve di Camaiore - Lucca. La strada inizia a salire per diventare in breve tortuosa fino alla loc. Montemagno. Proseguendo ancora in quota, si raggiunge il bivio per Gualdo - Pieve a Elici - Massarosa. Al bivio, svoltare a destra e procedere circa 5 km in direzione Massarosa, superare l'incrocio per Gualdo e giungere a Pieve a Elici dove visiteremo la Pieve romanica di San Pantaleone. Le origini di questa chiesa si fanno risalire a San Frediano, vescovo di Lucca, durante la sua opera di evangelizzazione a cavallo fra V e VI secolo. L'attuale impianto aedificatorio, con pianta a croce latina a 3 navate e abside semicircolare, risale al XII secolo circa, quando venne ricostruita conservando l'unico muro ancora esistente della costruzione originaria. Successivi interventi nel 1400 e 1700, ne aggiornarono parzialmente l'aspetto al gusto del periodo, intonacando l'interno, modificando alcune bucature sulla facciata e sul lato nord. Una serie di interventi novecenteschi, volti a riscoprirne l'aspetto medieovale, riportarono all'aspetto iniziale la facciata. Al 1470 risale lo splendido trittico marmoreo che orna l'altare maggiore, con la Madonna, San Pantaleone e San Giovanni Battista. Considerata uno dei gioielli dell'architettura romanica, colpisce oggi per l'austera compostezza e per la straordinaria posizione con la quale, grazie anche alla torre campanaria merlata, domina su tutta la piana di Massarosa.
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