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E' immersa fra gli ulivi, una delle pievi più caratteristiche e antiche della Versilia, le cui origini risalgono a prima dell'anno Mille.
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L'itinerario della via Francigena percorreva l'attuale via Sarzanese
con un percorso che conduceva presso la Pieve dei SS. Giovanni e
Felicita di Valdicastello. La pieve è oggi raggiungibile con una
piccola deviazione risalendo brevemente la strada che conduce a
Valdicastello, paese natale del poeta Giosué Carducci. Di
questo edificio sacro si ha notizia a partire dall'855, quando ancora
la consistenza era quella di un primitivo edificio religioso, i cui
resti sono stati rinvenuti all'inizio del Novecento.
L'impianto
romanico giunto a noi ha comunque origini più recenti dell'855, più
precisamente si tratta di realizzazioni risalenti al XII secolo; opere
scultoree che si possono ammirare sia in facciata sia all'interno, e
parte del paramento murario delle navate minori, dell'abside e della
parte bassa della facciata. A partire dal 1408, un massiccio lavoro
di riedificazione della chiesa, interessò la parte alta della facciata
con l'inserimento del rosone e della navata centrale. In epoca moderna,
ulteriori interventi hanno interessato la copertura per un innalzamento
delle navatelle laterali e il campanile con la realizzazione di una
cella campanaria. Di assoluta importanza, gli affreschi tardo
quattrocenteschi conservati nell'abside e il tabernacolo
quattrocentesco posto a destra dell'ingresso. Caratteristico evento
è la benedizione degli animali che si svolge durante la domenica più
vicina al 17 gennaio nel sagrato della Pieve di San Giovanni e Santa
Felicita. Per l'occasione giungono dinanzi alla chiesa animali di ogni
genere, ma soprattutto cavalli ornati con finimenti da gran parata.
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