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Minazzana e Levigliani, due necropoli che testimoniano la diffusione delle popolazioni apuane lungo la valle del Vezza.
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La scoscesa valle del Vezza rappresenta uno degli ambiti insediativi
più importanti delle popolazioni apuane. Oggi, la presenza di questi
insediamenti è principalmente testimoniata dalla consistenza delle
necropoli, quali quella di Minazzana e quella di Levigliani. ll
rituale funerario dei Liguri si basava sull'incinerazione; le ossa
avvolte in un panno insieme agli oggetti personali (quasi sempre
sottratti al rogo) venivano raccolte entro vasi cinerari e
successivamente deposte tra quattro lastre di pietra a forma di scatola
(urne) collocate in una buca scavata nel terreno.
A Minazzana il principale ritrovamento consiste in una sepoltura maschile che conservava elmo e spada. A
Levigliani, è l'ampiezza stessa della necropoli a rendere il sito di
assoluta rilevanza: una quindicina di tombe a cassetta, ovvero
costituite da una cella interrata realizzata con lastre litiche, sono
disposte su un ampio terrazzamento leggermente degradante, organizzate
per nuclei familiari e coperte da cataste di pietrame. Ricchi i
corredi, a partire dalle olle cinerarie riccamente decorate, per
giungere a vasellame decorato proveniente dall'Etruria settentrionale
(Pisa e Volterra principalmente). A testimoniare il ragguardevole
livello di benessere raggiunto, alcune sepolture presentavano oggetti
di valore quali collane, anelli e cinture ornate con borchie e spille
ornamentali in bronzo. In alcune tombe sono stati rivenuti utensili e
punte di lancia; in particolare, di notevole importanza una scure in
ferro che testimonia l'attività diffusa di taglialegna. Sicuramente
insediato sino al II sec.a.C., l'abitato cessa gradualmente il suo
sviluppo con l'inizio degli scontri fra Liguri e Romani.
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